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sabato 12 settembre 2015

In the heart September



Che sia insolita, la mia città, è dire poco.......  è feste, bombe e campane, come recita un vecchio detto dialettale, ma è sopratutto la città degli ANTICIPI ! C'è una campanella che suona ogni mattina per avviare la giornata, ma fa arrivare in anticipo di 2 giorni il Natale,  diventa silenziosa per i sacri sepolcri che, da noi, iniziano un giorno prima, campanella festosamente centuplicata per festeggiare l'amore ed aprire in anticipo le feste patronali che perdurano da fine agosto al 16 settembre passando dalle campanelle allo sparo dei mortaretti con l'alzabandiera "meteo", dalla settimana medioevale al dono per la Santa Patrona, dalla 182° notte bianca  con fuochi d'artificio alle 4 del mattino, alle tre giornate clou con stand enogastronomici, musica e spettacoli, mostre artistiche, corse al galoppo, luna park, festa del cioccolato e........... di nuovo bombe e fuochi!!!.............. che dire? Sarebbe troppo lungo elencare, ma se avete voglia e curiosità, tutto il programma e molto altro, lo trovate qui 
Ora ci si prepara per la lunga notte di domani ingannando l'attesa con la festa del cioccolato............... hello soon ^_^
  

domenica 6 settembre 2015

Si chiude con oggi.........

Piazze e vicoli del nostro centro storico  protagonisti di un meraviglioso viaggio nel tempo: infatti tra bandiere, tamburini, cavalieri, dame e giullari si è respirato, per una settimana, l’aria del Medioevo, con percorsi di storia, spettacoli e degustazioni.
L’epoca dei “secoli bui”, a Lanciano viene invece da sempre ricordata con una spettacolare, ma rigorosa rievocazione storica che ricorda una delle figure più particolari dell’antica storia cittadina: il Mastrogiurato.
 La partecipazione, da ormai molti anni, della città di Riedenburg, un comune situato nella Baveria, con il Gruppo danza Saltatio Nobilis e Tamburi “Rudolf der Starke” più i combattenti di Visegrad (Ungheria) alla nostra settimana medievale,  completa magicamente il tuffo nel passato.
Riedenburg e Lanciano  gemellate in un percorso storico-culturale-artistico
Il torcinello, il tipico dolce più atteso....


mercoledì 2 settembre 2015

Fidanzati a caccia della campanella perfetta ........

........... e bambini a caccia del giocattolo da portare a casa trionfanti.
La nostra centenaria tradizione del 31 agosto per manifestare l'amore la trovi qui



E da stasera si fa un salto nel medioevo fino a domenica.......

giovedì 5 aprile 2012

Giovedì Santo


Anche le condizioni meteo non tradiscono la consuetudine, regolare giornata uggiosa 



A Lanciano questa sera, 05 aprile, alle ore 22.00, c'è la sacra rappresentazione del Giovedì Santo. L'Arciconfraternita di San Filippo Neri rinnoverà la suggestiva Processione degli Incappucciati. Il corteo partirà dalla Chiesa di Santa Chiara, sede della Confraternita, e percorrerà le vie principali del centro storico, illuminate soltanto dal tenue chiarore delle lanterne, posizionate sulle facciate delle case.

I confratelli, vestiti con lunghe tonache nere e medaglioni con simboli di morte, avanzeranno a passo lento, con il volto incappucciato ed in mano delle fiaccole. La consuetudine di sottrarsi ad un atto di riconoscimento pubblico testimonia la vergogna e la penitenza dell'uomo per aver tradito Cristo nella sera dell’ultima cena, dimostrando di vivere nell'intimo della propria anima un atto di penitenza per essersi macchiati di una simile colpa.
La funebre coreografia, di chiara influenza spagnola, sarà accompagnata dal suono mesto della banda, scandita dal ritmo del tamburo e dal roco lamento della battola, arnese di legno che sostituisce solitamente il suono delle campane durante la Settimana Santa.
Questo cammino di sofferenza s’identifica in un unico simbolo rievocativo, rappresentato dalla pesante Croce del calvario portata sulle spalle dal Cireneo, un confratello incappucciato e scalzo, di cui nessuno conosce l'identità, eccetto il Priore.
L’affascinante Processione degli Incappucciati, non vuole essere un elemento esplicitamente scenografico poiché finalizzato ad un duplice scopo: il pio esercizio di visitare i Santi Sepolcri nelle chiese, situate lungo il percorso della processione, e soprattutto, commemorare il doloroso cammino del Signore condotto dinanzi al Sinedrio.
 il video lo trovate a questo indirizzo http://www.tgmax.it/blog/cultura/settimana-santa-gli-incappucciati-a-lanciano/

giovedì 29 marzo 2012

Purificazione?


Dopo il lungo periodo quaresimale, durante il quale ci si dovrebbe astenere da tutti gli eccessi  per favorire la purificazione, ci predisponiamo a  festeggiare l' inizio del ciclo annuale, trasmessoci dalla religione ebraica.

Tra i riti di purificazione troviamo:

  •  le famosissime "pulizie di Pasqua" che tutte le donne conoscono bene, ma non immaginano che con questa operazione si liberano "dalle colpe" 
  • la sostituzione delle vecchie palme benedette con le prossime nuove, che i contadini piantano nei campi seminati per propiziare un buon raccolto.
  • la preparazione dei cibi tradizionali  nei quali il contadino abruzzese, per il suo valore purificatorio, aggiunge  acqua benedetta.
Da domani si inizia..... tra una spolverata e l'altra pubblicherò le nostre tradizionali  ricette  legate a  questo periodo.

lunedì 19 marzo 2012

San Giuseppe dalle mie parti

Con gli auguri a tutti i festeggiati, papà e nomi, vi riporto una curiosità relativa a questa giornata.

Una nostra tradizione quasi persa, ma che andrebbe con forza ripresa specialmente di questi tempi, è quella "dell'invito di San Giuseppe". Si tratta di un pranzo che veniva offerto e servito personalmente dalle famiglie dei benestanti ai poveri, tre di questi ultimi rappresentavano, simbolicamente, la Sacra Famiglia. Il pranzo era composto da tutte le portate canoniche e non dovevano mai mancare i dolci fritti.

Concludo con una massima di Goethe:
"Tutto ciò che è intelligente è già stato pensato; basta cercare di pensarlo di nuovo!"

venerdì 23 dicembre 2011

"La Squilla"

Dalle 18,00 alle 19,00.......oggi  l'ora degli auguri nella mia città :
Se vuoi saperne di più clicca Qui

martedì 13 settembre 2011

Eccoci.... ci siamo!

 La nostra notte bianca ha le stesse antiche origini dei festeggiamenti, perciò quando sento parlare di quelle che negli ultimi anni vengono pubblicizzate un pò in tutte le città, mi viene da sorridere...... ho sempre pensato che se qualcuno capitasse per caso nella mia città alle 4 del mattino di questo giorno, rimuginerebbe parecchio per capire cosa succede!
Ma questo è................ stasera c'è la nostra notte bianca
All’alba del 14 settembre (alle 4 del mattino) nell’ippodromo cittadino gli artisti della pirotecnica fra i più rinomati d’Italia danno saggio della loro bravura. E’ il segno d’inizio del cuore dei festeggiamenti con  l’accensione di ricche luminarie che, in una sceneggiatura da favola, segnano il percorso delle manifestazioni. Dall’ Ippodromo delle rose si scende lungo il Corso Trento e Trieste trasformato dalle arcate come una unica galleria luminosa per raggiungere Piazza Plebiscito seguendo la banda. I fuochi pirotecnici si ripeteranno per le tre sere successive dando luogo ad una vera e propria gara che si concluderà con la premiazione del miglior fuoco incendiato. Le vie principali della città sono addobbate con luminarie e festoni e riecheggiano del vociare festoso del Popolo.
Tutti gli abitanti delle città e dei Comuni vicini vengono richiamati dalla rinomanza delle feste e affluiscono numerosi per  vivere questa lunga interminabile notte che si concluderà al sorgere del sole con colazione a base di pizza ai peperoni, purchett ghe lu lacc ( porchetta e sedano) frutta di stagione appena colta.
Non voletemene se sono poco presente in questi giorni, ma..................










http://www.lanciano.it/?p=39

mercoledì 7 settembre 2011

Da me così.... l'8 settembre



"Il Dono"
L’origine di questa festa religiosa è assai antica e si ricollega ai riti pagani che i romani celebravano al ritorno della stagione autunnale in onore delle divinità campestri. "Lu done" (o il Dono) è uno dei momenti più interessanti e folcloristici delle feste in onore di Maria Santissima del Ponte. Il rito si svolge l’8 settembre (festa della Natività di Maria) con un lungo corteo di donne e carretti recanti l’offerta dei contadini, provenienti da varie contrade intorno alla città, alle feste in onore della Madonna. Le donne, vestite con gli abiti tradizionali, sfilano per il Corso portando sul capo le caratteristiche conche in rame (con cui si faceva in passato la provvista dell’acqua dalle fontane), addobbate con fiorì e festoni di carta, ripiene di grano o granone; gli uomini a piedi o su carretti, recano prodotti agricoli o vivande tipiche della cucina lancianese (anch’ essi addobbati con fiori e festoni), che poi si venderanno all’ asta serale nella pubblica piazza, per destinarne il ricavato alle feste. Il tutto tra suoni di fisarmoniche e canti tradizionali.


 Recentemente si sono intercalate nel corteo anche rappresentazioni di scene di vita campestre e, insieme ai carretti trainati da animali, qualche trattore . Sembra che la tradizione abbia avuto inizio con la raccolta di donativi che si fecero tra tutta la popolazione lancianese per le feste dell’incoronazione della statua della Vergine del Ponte e del Bambino, nel settembre del 1833, allorquando il comitato dei festeggiamenti organizzò la sfilata di rappresentanti delle varie classi sociali della città, che recavano in mano o su cuscini, donativi in denaro, preziosi o oggetti di altro genere da vendere all’ asta per destinarne il ricavato ai festeggiamenti; in quell’ occasione anche i contadini portavano i loro prodotti.




Da www.Lanciano.it

sabato 3 settembre 2011

Continuando.... Il Mastrogiurato

Domani 4 settembre si concludono i giorni medioevali con la rievocazione storica dell'investitura del Mastrogiurato.
Questa carica politico-giuridica fu istituita dagli Angioini nel 1304. Il mastrogiurato affiancava il sindaco nell’amministrazione e nella polizia della città e veniva eletto tra dottori e ricchi borghesi, esperti nelle leggi e dotati di particolare integrità e prestigio. A Lanciano l’incarico assunse una particolare rilevanza allorquando i Re vollero premiare la città per la sua fedeltà e per i servigi resi alla Corona, con la concessione della demanialità e di numerosi privilegi per le sue fiere tra i quali l’esenzione da tasse e dazi, l’ammissione di persone di qualsiasi nazione, razza e religione, anche se ribelli, la facoltà di tenere armigeri per la difesa della città e delle mercature.
La rievocazione di questo rito avviene all’inizio del settembre lancianese, nel rispetto  della tradizione secondo la documentazione pervenutaci, scegliendo ciascuno dei quartieri storici, a turno, l’uomo che deve impersonare il Mastrogiurato. Il designato, in piazza, alla presenza di figuranti in costume d’epoca(rappresentanti le autorità, i notabili, i mercanti, gli armigeri, gli amministratori dei territori soggetti alla città) presta giuramento e, successivamente, proceduto da trombettieri, sbandieratori ed armigeri e seguito da tutte le personalità indicate, si reca in Fiera per alzarvi, simbolicamente, le bandiere e dare inizio ad essa. Il corteo storico si svolge secondo la tradizione documentaristica pervenuta e il cittadino che impersona questo magistrato viene eletto dai quattro quartieri del centro storico. I personaggi che accompagnano il Mastrogiurato durante la sfilata in costume d’epoca sono nobili, mercanti, autorità ecclesiastiche, notai e sindaci dei comuni del circondario. La manifestazione vuole ricordare il glorioso periodo delle fiere, fonte di commercio e di ricchezza economica e culturale per la città e i paesi limitrofi.






Tratto da  www.lanciano.it 

giovedì 1 settembre 2011

Mangia se no sparo


Continuo nel raccontarvi......Oggi



Mercato Medievale Internazionale Percorsi di Storia, Spettacoli e Degustazioni Espositori da Ungheria, Germania, Slovenia, Rep. Ceka e Italia

Ma in questi giorni di grandi eventi: concerti di musica antica, spettacoli teatrali, teatro di strada, giocolieri, cavalieri e combattenti, cene di ambientazione medievale, fiera medievale e grande corteo storico in costumi d’epoca, ce n'è uno  particolarmente gustoso è  la Panarda, 
originalissima cena ad ambientazione medievale, riproposta , quest'anno il 2 e 3 settembre. 

La Panarda era un antico banchetto sacrale, di origine rinascimentale, che veniva imbandito in particolari occasioni a favore del popolo dal “Signorotto di Contrada o di Quartiere”.
Con la Panarda quest’ultimo aveva l’occasione per farsi “perdonare” per le sue ricchezze.
Intorno alla degustazione di piatti tipici si svolgevano spettacoli di saltimbanchi, giocolieri, mangia fuoco, combattenti, streghe, danzatrici, cantori, musici, cartomanti, ma soprattutto c’era il “Guardiano di Panarda”

La Panarda infatti consisteva in una sfilata infinita di pietanze servite in un numero considerevole di portate (tra le 40 e le 50).
Uno scoppio di cannone annunciava l’inizio del rito conviviale. Ad ogni piatto servito gli ospiti erano strettamente controllati dal “Guardiano di Panarda” che sparava un colpo di fucile in caso di eventuale rifiuto da parte di qualcuno.
Era quindi d’obbligo giungere al termine del convivio degustando ogni succulenza, poiché un eventuale rifiuto era considerato offensivo nei confronti del nobile signore.
Da parecchi anni  l’Associazione Culturale “Il Mastrogiurato” ripropone la Panarda, senza obbligo (ma col diritto) di abbuffarsi, fino a qualche anno fa, nella splendida cornice ambientale dell’Auditorium Diocleziano .
Ora nel Polo Museale S.Spirito
Scoprirò il menù e ve lo farò sapere....................


mercoledì 31 agosto 2011

Settembre nella mia città

S. Egidio apre il ciclo delle feste che...... udite,udite, durano sino al 16 settembre!Comincio con illustrarvi questa



Le feste patronali in onore di Maria SS. del Ponte si celebrano in Settembre. Il ciclo delle manifestazioni si apre il giorno di S. Egidio che ricorre il primo del mese. S. Egidio era un abate benedettino vissuto tra il VII e l’ VIII sec. Nella contrada che tuttora porta il suo nome, sorge una chiesa dedicata al Santo, venerato in particolare dagli infelici. Nella nostra città però i festeggiamenti hanno una nota particolare e caratteristica e assomigliano a quelli di Piedigrotta e di Piazza Navona. In verità la festa vera e propria si celebra la sera del 31 agosto quando la piazza Plebiscito ed il corso Trento e Trieste si riempiono di bancarelle che espongono merci di ogni genere e soprattutto i prodotti dell’artigianato locale.




Tutta la giornata del 31 agosto trascorre normalmente, ma, all’imbrunire, come per un prodigio magico, sorgono baracche e baracchette, e sulle bancarelle improvvisate si mettono in mostra migliaia e migliaia di giocattoli di ogni genere e natura, ceste e campanelle. Il forestiero che capita a Lanciano in questo giorno, crede di trovarsi nel paese della cuccagna. Ma la festa ha anche il suo lato serio. Mentre sulla piazza illuminata a giorno i bimbi folleggiano, i fidanzati si recano di fronte ai trofei di cesti e cestelli, di campane e campanelle di creta, il tutto eseguito completamente a mano, accumulate in piazza, acquistano una grossa campana, un grazioso cestino che riempiono di frutta e dolciumi ed offrono il tutto alle loro belle. Queste contraccambiano il dono, che ha un significato simbolico. Esso infatti vuol significare la rinsaldata promessa d’amore, una manifestazione di gentile attaccamento a chi si ama. Lo strepito continua fine a notte inoltrata, e il suono delle campanelle si riascolterà, per tutti gli angoli della città, durante tutto il primo settembre. Ma la notte del 31 agosto, nella valle degli ortolani dove S. Egidio aveva il suo tempietto aperto al culto, ed ora distrutto dalla guerra, se ne sta solo e deserto, sotto le stelle, ascolta l’eco del lontano fragore e forse medita sulla caducità delle cose umane. 

giovedì 21 aprile 2011

La settimana Santa a Lanciano


Amici  cari, anche se solo per un attimo, voglio salutarvi tutti e augurarvi una felicissima Pasqua.
Purtroppo sono ancora alle prese con un problema imprevisto che ha visto coinvolto il mio laboratorio,quasi distrutto da un’auto uscita fuori strada, che l’ha travolto, ed essendo una casetta di legno, vi lascio immaginare cosa è successo: anche se l’auto non era più tale, il conducente è stato miracolato, ma io non ho avuto più tempo da dedicare al blog. Mi dispiace immensamente non poter dar seguito ai vostri post, ma tornerò…….. spero quanto prima!
Intanto vi lascio le tradizioni della mia città relative a questa settimana Santa che, per noi, è veramente sacra e molto suggestiva.
A Lanciano questa sera, 21 aprile, alle ore 22.00, c'è la sacra rappresentazione del Giovedì Santo. L'Arciconfraternita di San Filippo Neri rinnoverà la suggestiva Processione degli Incappucciati. Il corteo partirà dalla Chiesa di Santa Chiara, sede della Confraternita, e percorrerà le vie principali del centro storico, illuminate soltanto dal tenue chiarore delle lanterne, posizionate sulle facciate delle case.

I confratelli, vestiti con lunghe tonache nere e medaglioni con simboli di morte, avanzeranno a passo lento, con il volto incappucciato ed in mano delle fiaccole. La consuetudine di sottrarsi ad un atto di riconoscimento pubblico testimonia la vergogna e la penitenza dell'uomo per aver tradito Cristo nella sera dell’ultima cena, dimostrando di vivere nell'intimo della propria anima un atto di penitenza per essersi macchiati di una simile colpa.
La funebre coreografia, di chiara influenza spagnola, sarà accompagnata dal suono mesto della banda, scandita dal ritmo del tamburo e dal roco lamento della battola, arnese di legno che sostituisce solitamente il suono delle campane durante la Settimana Santa.
Questo cammino di sofferenza s’identifica in un unico simbolo rievocativo, rappresentato dalla pesante Croce del calvario portata sulle spalle dal Cireneo, un confratello incappucciato e scalzo, di cui nessuno conosce l'identità, eccetto il Priore.
L’affascinante Processione degli Incappucciati, non vuole essere un elemento esplicitamente scenografico poiché finalizzato ad un duplice scopo: il pio esercizio di visitare i Santi Sepolcri nelle chiese, situate lungo il percorso della processione, e soprattutto, commemorare il doloroso cammino del Signore condotto dinanzi al Sinedrio.
 il video lo trovate a questo indirizzo http://video.libero.it/app/playid=328cb830c750e06e8b9e41fd97bd1004

La chiesa di S. Chiara è stata affidata all'Arciconfraternita "Orazione e morte"
Anticamente alla chiesa di S. Chiara era annesso un convento di clarisse, infatti lungo le mura della chiesa sono ancora visibili delle grate, traccia dei corridoi dell'ex convento; la leggenda narra che dietro queste grate le suore ascoltavano in silenzio la liturgia e prendevano la comunione. La chiesa sorge dietro e parallelamente al torrione e alla mura aragonesi. E' tuttora aperta al culto. L'epoca di costruzione è sconosciuta. Bocache ritiene che quello di S. Chiara sia stato uno dei primi monasteri delle clarisse perché le fondamenta del monastero sarebbero coeve alla santa (prima metà del XIII secolo (1). Da una pergamena di S. Maria Maggiore apprendiamo che il nobile concittadino notar Amato di notar Teodoro, con testamento del 1278, lascia "per servigio e fabbrica della chiesa di S. Chiara" una sua casa posta vicino alle mura della città. Tra il 1388 e il 1390 nel convento dimoravano sette suore e una badessa, Suor Buccia di Pollutri e il monastero riceveva ed acquistava altri beni. Durante il XVI secolo l'Università di Lanciano vuole mandar via le suore e cedere l'intero complesso conventuale ai frati minori di S. Francesco, a causa di un comportamento non proprio esemplare di qualche suora, tutta la questione in merito viene trattata dal padre provinciale dei frati minori, tale frate Giacomo Antonio Marra.